Il vocabolo “ambiente” viene accorpato molto spesso al concetto di “natura”, ma fin dai tempi di Galileo Galilei si usa per indicare lo spazio in cui una persona o un oggetto giace. Lo spazio intorno al quale ci si relaziona. Ognuno ha un proprio angolino del mondo che piano piano si fa suo, creando in questo modo l’ambiente più adatto a se stesso e, contemporaneamente si adatta a ciò che gli sta intorno.

Ma il Natale cosa c’entra?

Quest’anno il Natale è un po’ diverso e il mio ambiente non lo riconosco più. Natale nella tradizione della mia famiglia ha il significato “stare insieme”. Non è solo il pranzo di Natale e lo scambio di doni, ma anche le colazioni prenatalizie della vigilia e il ritrovarsi dopo il cenone fuori dalla chiesa per scambiarsi gli auguri, e bere vin brulè.

Per esorcizzare queste tradizioni che mancheranno, ho messo a punto la mia personale strategia che vorrei condividere con voi:

Punto primo: in sostituzione di baci e bacetti dei libricini

Ho imparato a rilegare, mi piace da sempre la carta e tutto quello che la circonda. Sembrava impossibile riuscire ad unire tanti fogli separati ma non è così difficile.

Bastano un bell’ago spesso, del filo solido e un punteruolo per fare i fori. I fogli si uniscono ed è come cucire, un gesto meccanico da fare di sera con un tè caldo, un po’ di musica di sottofondo e il fuoco acceso. Ho così creato dei piccoli libretti che ho rigorosamente incartato con i sacchetti Cartamore Vicky’s. Sono poi andata di casa in casa a consegnare i pacchettini vedendo le persone più care separatamente e senza rischi.

 

Punto due: non tour de force per organizzare pranzi da 20 persone ma gnocchi per tutti.

Ho preparato gli gnocchi di zucca con la ricetta della nonna.

Attenzione: ci vuole un po’ di tempo, pazienza e passione per la cucina.

Dopo aver cotto la zucca al forno e fatto bollire le patate, le ho schiacciate e unito la farina, la fecola di patate e impastato a lungo fino ad ottenere una crema.

Ho cotto l’impasto nell’acqua bollente dopo averlo ridotto in piccole “quenelle” con l’aiuto di due cucchiai (Grazie “Masterchef” per la dritta!).

Ho riposto gli gnocchi nelle vaschette Infornabio Vicky’s, li ho ricoperti di fonduta di taleggio e ho provveduto a consegnare il mio goloso omaggio alle mie amiche più care.

 

Grazie a queste piccole strategie di sopravvivenza il Natale me lo sono goduto un po’ alla volta e, forse, il 25 Dicembre mi sembrerà meno strano.

Per altri consigli su come complicarvi la vita e ricrearvi un nuovo ambiente adatto a voi, chiedetemi, sono sempre disponibile 😉.

 

Cloe

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