Il Conai è il COnsorzio NAzionale Imballaggi che opera al fine di facilitare l’adeguamento delle imprese italiane alle richieste dell’Unione Europea di sostenibilità ambientale attraverso l’imposizione di determinati limiti (di spreco) e obiettivi (di riciclo e recupero degli imballaggi).

Bene, questa è una definizione chiara, precisa e potremmo dire formale.

Di cosa si occupa sostanzialmente però? I consumatori hanno a che fare tutti i giorni con il Conai, spesso inconsapevolmente. Che cos’è? Che cosa c’entra un comune “compratore” con un consorzio che opera per le aziende?

Il Conai si occupa di indirizzare le persone verso delle azioni sostenibili sfruttando, anche, una leva contributiva: l’applicazione del Contributo ambientale sugli imballaggi in acciaio, alluminio, carta, legno, plastica e vetro. Al fine di ripartire la responsabilità della produzione e del consumo di materiali potenzialmente impattanti nell’ambiente, parte del costo dello smaltimento del prodotto finale viene pagato dai consumatori nel momento dell’acquisto.

Ci sono attualmente molte normative riguardanti i prodotti e l’ambiente ed è sempre più chiara la richiesta da parte dell’Europa di ridurre l’incidenza nell’ambiente dei nostri rifiuti. Per fare questo e soprattutto al fine di instaurare una scala di valori che insegnino il riciclaggio, che dovrà diventare un’azione naturale e intuitiva (senza doverci pensare).

In questo contesto il Consorzio si concretizza in un affiancamento alle imprese italiane durante questo periodo di transizione verso un’economia sostenibile come è richiesto a gran voce dai poteri europei e internazionali oggi.

Tra le varie cose, il Conai aiuta le aziende a districarsi tra le molteplici regole che riguardano le etichette dei prodotti e dà alcune linee guida essenziali: parte integrante dei prodotti, oggi, è proprio l’etichetta.

Essa è l’unico mezzo con cui l’azienda produttrice si interfaccia direttamente con il consumatore, rendendolo consapevole di alcune informazioni fondamentali quali: il corretto utilizzo del prodotto, la garanzia di recupero e riciclaggio degli imballaggi e in particolare le indicazioni di dove gettare ogni singola componente del prodotto.

Da direttiva comunitaria l’etichetta esposta negli imballaggi deve facilitare il riciclaggio del prodotto dando delle precise istruzioni al consumatore ed elencandone tutte le componenti.

Ad esempio, se l’involucro di un prodotto è di carta deve essere segnato, se il prodotto in sé è composto da diversi materiali, entrambi devono essere evidenziati all’esterno del prodotto.

Nel 2020 vi è stato un aumento tra il rapporto degli imballaggi avviati al riciclo e quelli immessi al consumo, dimostrando il recupero di grandi quantità di imballaggi ed un benefico miglioramento nella gestione degli stessi.

Anche il processo del riciclo è gestito dal Conai che, negli ultimi anni, ha triplicato la quantità di imballaggi avviate al riciclaggio.

Il cittadino deve raggiungere la consapevolezza di essere non solo consumatore, ma anche parte di un sistema economico all’interno del quale il suo comportamento può generare, o non, benessere per il futuro e le generazioni future.

Oggi abbiamo raggiunto un tasso di efficienza del riciclo è del 79%. I dati Istat affermano che del 100% dei rifiuti urbani in Italia il 21% di questi viene mandato al compostaggio, il 18% all’inceneritore, il 21% in discarica, mentre il rimanente 29 % viene riciclato. Di questo 29% il 79% viene effettivamente riciclato e recuperato.

Oggi c’è la necessità di lavorare su infrastrutture adatte al riciclo: l’ambizione italiana è quella di essere la prima in classifica in Europa per quanto riguarda il livello di impiantistica per il riciclo. Il Conai è attivo anche in questo.

Le nuove normative europee finalizzate al raggiungimento di un Europa più sostenibile e al coinvolgimento di tutti i cittadini nell’attuare comportamenti ambientalmente compatibili che risultano a volte di difficile interpretazione e in particolare di difficile applicazione considerando che non è facile creare nuove abitudini soprattutto se le nuove abitudini richiedono un più complesso procedimento di controllo e di verifica. Per questo è necessaria la presenza del Consorzio Conai al fine di effettuare verifiche, ma in particolare di consentire un adeguamento alla normativa il più facile e naturale possibile. 

Cloe

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